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Messaggio Pasqua – Message Pâques – SAN DAMIANO

MESSAGGIO DI GESÙ E DELLA MADONNA DELLE ROSE PER LA GIOVENTÙ

SAN DAMIANO, FESTA DI PASQUA.

IL 29.03.1970

Messaggio di Gesù:
Giovani che tanto amo, Vi ringrazio tanto, perché avete ascoltato l’invito della Mia e vostra Mamma Celeste di venire ai Suoi piedi!
Quando ero su questa terra, Io amavo tanto la gioventù!
E tanto continuo ad amarla, che voglio colmarla di gioia, di amore, di fortezza nella fede, Affinché possa venire un giorno a raggiungerMi lassù in Cielo.

Non pensate tanto alla vita di quaggiù. La bellezza più grande, la vedrete Lassù tra i fiori e tra i canti, Nell’amore e nella gioia con gli Angeli e i Santi. 
Vedrete lo splendore del Padre Eterno, vedrete lo splendore dello Spirito Santo, che vi ha dato tutto il Suo amore,
 e vedrete la Mia e la vostra Mamma Celeste, che vi colmerà di baci!
 Io vi darò una grande luce, metterò nel vostro cuore tanto amore!
Ravvivate la fede, figli miei, ravvivate la fede! Io sono in mezzo a voi per colmarvi di grazie, Per colmarvi d’amore.
Io voglio vivere solo con voi, nel vostro cuore. Voglio distruggere tutti i peccati!

Datemi tutti i vostri peccati: Io li distruggerò. Infiammerò il vostro cuore d’amore per Me Per vivere solo d’amore per Me, regnare solo con l’amore per Me, figlioli, e morire solo d’amore per Me… Per raggiungerMi lassù.
È tanto bello lassù figliuoli miei!
 Ci siete tutti… ci sono tutti i vostri cari, parenti, fratelli, amici,…tutti! Sono là, in mezzo a un campo di fiori, dai gigli alle rose profumate!
Anch’Io voglio il vostro profumo d’amore. Anch’Io voglio tutto il vostro amore! Voglio donarvi tutto il Mio amore, perché voi, questo Mio amore, possiate darlo tutto ai vostri amici, alle vostre sorelle, ai vostri fratelli che sono lontani, e tutti possano svegliarsi nell’amore.

La Mia e vostra Mamma vi chiama,
 vi chiama giorno e notte sotto il suo Manto, 
per stringervi a Sé, per colmarvi di grazie.
 I vostri Angeli Custodi vi hanno ispirati
 e voi avete ascoltato l’invito della Mia e vostra Mamma. Tanto Mi rallegro nel vedere tanti miei figli attorno a Me e alla Mia Mamma!
 Tanta gioia provo nel mio cuore!
Io sono risuscitato!
Anche voi dovete risuscitare con Me per vivere solo d’amore per Me, perché su questa terra tutto passa, ma l’Eternità non passerà mai, mai!
Potete essere sempre allegri nel mondo, ma non peccate, figliuoli, non peccate!
 Il peccato è grave, porta alla dannazione! Io sono morto per voi ,
Per portarvi in Cielo, per santificarvi per il Cielo,
 per santificarvi su questa terra
 e poi farvi venire in trionfo lassù, tra gli Angeli e i Santi!

Tanto pregano gli Angeli per voi,
Specialmente i vostri Angeli Custodi,
 tutti i santi del Cielo, le anime sante del Purgatorio pregano tutti per voi, 
perché vi facciate santi
 e possiate entrare nella gloria, senza entrare nel Purgatorio.
Quando vedrete il mio splendore, sarà grande, grande, grande!
AscoltateMi!
Ascoltate Me e ascoltate la Mia e vostra Mamma, che vi chiama alla penitenza,
 vi richiama all’amore, vi richiama alla preghiera, per purificarvi, per santificarvi,
 perché possiate raggiungere la Patria Celeste. Siate felici, siate felici, siate allegri insieme a Me; quando c’è l’allegria di Gesù, c’è tutto!
Figliuoli miei,
Voglio infiammare il vostro cuore con tanto amore,
 voglio riscaldare il vostro cuore con una grande letizia. Siate forti nella fede, vi ripeto, siate forti!
La fede vi farà superare ogni ostacolo che verrà, perché la fortezza della fede porta alla gloria, presso di Me. Vivere per Me, morire per Me, per giungere alla gloria.

Messaggio della Mamma Celeste: io sono la vostra Mamma del Cielo
 che sparge grazie in mezzo a voi.
Io vi ho chiamati ancora, sotto il mio Manto, ad offrire tanti canti, tante lodi, tante preghiere ai miei Piedi, Per ringraziare Gesù, Mio Figlio, che è morto in Croce per voi, per salvarvi.

Io sono la Regina del Cielo, la Madre dell’Universo; tutti i miei figli, li voglio santi, grandi santi, presto santi! Coraggio figlioli miei!
 Coraggio, figliuoli miei, coraggio!
 Giovani, fatevi forti,
 Poiché la fortezza della fede vincerà tutto.
 Con la fortezza della fede, vi eleverete fino alla santità,
 perché in questo mondo tutto passa, ma l’Eternità non passerà mai.
Io sono la Madre, sono l’Avvocata, il Rifugio dei peccatori, la Madre degli agonizzanti.
Pregate per tutti, consolate tutti, date amore a tutti, perdonate tutti e sarete perdonati.

Figlioli miei, chiamate spesso il vostro Angelo Custode,
Chiamate San Michele: con il suo aiuto, tutto otterrete.
 Con la Mia potenza, con l’aiuto di San Michele, dei vostri Angeli Custodi, con la vostra preghiera, mitigheremo i castighi e tante grazie avrete.
Io vi abbraccio e vi stringo tutti, sotto il mio Manto.
 Vi mando un grande bacio d’amore, di perdono e di dolcezza.
Promettete figliuoli, promettete di essere sempre fedeli a Me, che sono la vostra Mamma del Cielo!
 Vengo per salvarvi, per aiutarvi e per colmarvi di grazie.
Io vi benedico nel Nome del Padre Eterno, nel nome di mio Figlio: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, amen.
 Figliuoli miei, arrivederci, a presto nella gioia e nella grazia con Gesù.

Messaggio – Message SAN DAMIANO S. Giuseppe – St Joseph

Messaggio della Madonna Miracolosa delle Rose a San Damiano il 19.3.1970
Festa di San Giuseppe

Figlioli miei, sono qua in mezzo a voi con il mio Patriarca San Giuseppe che é il capo delle famiglie cristiane di tutto il mondo. Ricorrete…ricorrete al mio Patriarca San Giuseppe! Imitatelo! Fate come lui: amate, sopportate, offrite, soffrite nel silenzio e tante grazie riceverete.

Il mio patriarca San Giuseppe dal Cielo prega tanto per le famiglie di quaggiù che siano unite nella concordia, nell’amore, nella pace con Gesù affinché siano riunite anche in Cielo. Ricorrete con tanta fede, pregatelo tanto che vi assista in vita e in morte, che vi accompagni davanti al Tribunale di Dio con l’anima pura e con vero pentimento dei peccati.

Imitatelo! Imitatelo, il mio patriarca San Giuseppe, figli miei del mondo! Tutte le famiglie devono ricorrere a San Giuseppe, tutte le famiglie devono imitare il mio Patriarca San Giuseppe nell’umiltà, nella carità, nella pazienza.
(altro…)

La conversione di Maria-Cristina

Maria-Cristina

Mi sono convertita nel 1975, Anno Santo, durante la festa dell’Annunciazione.
Vi riassumo il mio cammino. Sono cresciuta in una famiglia cristiana. Durante gli studi, ho conosciuto autori come Voltaire, Rousseau, Descartes e Nietzsche. Tutti questi autori fecero il vuoto spirituale dentro di me, trascinandomi in una spirale intellettuale negativa. Era la legge del “No”, il rifiuto sistematico e l’odio verso l’ordine naturale e divino. Ero tesa, angosciata, alla costante ricerca; nel negativismo, rimettevo tutto in causa ed in discussione.
Con questo spirito, nel 1974, iniziai a lavorare come assistente sociale a Lille; la mia collega M. mi parlava spesso di San Damiano e mi incitava ad andarvi. Ovviamente, mi rifiutavo categoricamente di farlo.
Un giorno la mia amica mi invitò a cena da lei, rifiutai, sapendo bene che tipo di amici sarebbero stati presenti. Tuttavia, avendo saputo che M. avrebbe preparato un tortino di patate, mi lasciai convincere e ci andai.
A quell’epoca non avevo mai il tempo di prepararmi dei buoni piattini e, lo ammetto, accettai l’invito solo per fare una buona cena.
Quella sera era presente una giovane donna A., una professoressa.
Anche lei si era convertita a San Damiano, dopo aver condotto una vita del tutto dissoluta. Mi raccontò la sua testimonianza e rimasi molto colpita della sua pace interiore e dal suo equilibrio.
Quell’incontro mi lasciò perplessa.
Il giorno dopo M. mi offrì un posto gratuito, per andare in pellegrinaggio a San Damiano: la partenza era prevista due giorni più tardi.
Accettai, ponendo però la condizione di essere lasciata tranquilla durante il pellegrinaggio. Dentro di me, partivo per fare quattro giorni di vacanza in Italia, senza avere nessuna intenzione di andarci per pregare. Desideravo solo cambiare aria.
Partimmo, quindi, il 4 aprile 1975: eravamo 40 persone, di cui più della metà giovani. La festa dell’Annunciazione era stata fissata, quell’anno, il 7 aprile, data che cadeva nella Settimana Santa.
Il viaggio fu insopportabile: solo rosari! Volevo tornare a casa in autostop! Arrivata sul po- sto, feci una bella passeggiata, poi mi riposai e tormentai non poco i pellegrini, continuando a contraddirli su tutto.
Il secondo giorno mi decisi ad andare a vedere quello che accadeva a San Damiano. Arrivata presso la statua della Madonna delle Rose, non potei rimanere, dato che mi sentivo come soffocare.
Nel pomeriggio Mamma Rosa, la veggente, volle parlare alle giovani coppie e ai giovani fidanzati del nostro bus. Terminato l’incontro, M. mi chiamò, per dirmi che Mamma Rosa voleva parlarmi.

Mamma Rosa

Rifiutai energicamente, ma i giovani mi incoraggiavano. Allora andai all’oratorio e là, Mamma Rosa, letteralmente, mi abbordò, mostrandomi quello che il buon Dio aveva fatto di bello per me e facendomi capi- re come tutto quello che io avevo ricevuto, lo stessi utilizzando per fare il male. Ella mi disse: “Anche tu potresti fare del bene, se lo volessi“
In quel momento mi tornarono in mente le persone che mi avevano indotta in errore, in passato e quelle alle quali io avevo indicato la cattiva strada. Fu come se qualche cosa si spaccasse in due dentro di me, e cominciai a discernere la nozione del bene e del male. Ero sconcertata da Mamma Rosa. Una signora di nazionalità belga, che ci accompagnava e che era stata guarita a San Damiano mi parlò del peccato, dell’inferno e del Purgatorio, che io avevo completamente dimenticato.
La notte dal 6 al 7 aprile, i giovani, ritornando al Piccolo Giardino, mi proposero di andare con loro. Rifiutai. Il nostro pellegrinaggio volgeva alla fine. Saremmo partiti il mattino dopo per Lille ed io bevevo la mia cioccolata, guardando la televisione.
Andai a dormire, o più precisamente… a tentare di dormire.

Il 7 aprile, verso le 3 del mattino, due giovani del nostro gruppo, col viso sereno e pacifico vennero in hotel a svegliarci, per dirci che avevano visto il volto di Cristo, sul vestito della statua della Santa Vergine, all’altezza del suo rosario. L’avevano visto, prima, bambino, poi giovane adulto e infine che soffriva la sua Passione in quell’ora. Tutti furono svegliati e si recarono subito alla statua della Santa Vergine. Io non volevo andarci, col pretesto, che non sarebbero stati dei miracoli a farmi credere.

Una signora allora mi trascinò verso la recinzione, invitandomi almeno a dire arrivederci alla Santa Vergine, dato che poi si ripartiva per Lille .

Statua Madonna Miracolosa delle Rose nel Giardino delle Rose

Allora mi diressi verso la statua , ma non la guardai. Poi, quando tutti i pellegrini si allontanarono, guardai il viso della bella Santa Vergine: se avessi potuto credere che Lei era davvero là , presente nel piccolo giardino, le avrei affidato un ‘intenzione. In quel momento abbassai lo sguardo e vidi il volto di Cristo crocifisso. In quell’istante sentii che qualche cosa in me voleva come liberarsi da un blocco e mi arresi.
Allora qualche cosa “si ruppe” dentro di me, qualche cosa scattò: ho compreso il Bene ed il Male. Lo sentii proprio fisicamente: i nodi si disfacevano, la spirale era stata spezzata, una tenda veniva strappata e la luce riempiva il mio spirito.
Mi sentivo liberata, sollevata. Dio esisteva e mi amava, non c’era più alcun dubbio.Arrivata a Lille, tutto era coperto di neve ed io mi sentivo in simbiosi con la natura.

Ma fu soltanto dopo una confessione generale ed un ritiro che mi sentii veramente serena e tranquilla. Preparai i piani per una nuova vita.
Non volevo abbandonare i miei amici di prima. La Santa Vergine non mi aveva convertita solo per me stessa… Quindi continuai a vivere in mezzo a loro. Furono due anni duri e di purificazione, durante i quali riscoprii la legge naturale e la legge divina: quella che Dio ha inscritto nel cuore di ognuno. Dovevo ricominciare ad imparare da zero, per liberarmi di quelle morbose letterature e filosofie, ingurgitate fino a quel momento.
Non termino la mia testimonianza, senza prima aver sottolineato la grande potenza della preghiera dei pellegrini. In effetti, durante il pellegrinaggio, i giovani hanno pregato molto per me. Mi rendo conto di tutte le grazie ricevute e, nonostante le sofferenze, non voglio fallire in questa missione di apostolato.
La Santa Vergine mi ha convertita nel giorno del suo “Fiat” e da quel momento, come una mamma, non mi ha più abbandonata. Mi ha spesso condotta lungo il cammino dell’accettazione e dell’offerta. Torno spesso a San Damiano, per attingere forza e, quando vedo il “parto spirituale” dei pellegrini, realizzato dalla nostra Mamma del Cielo , non posso che cantare il “Magnificat”.
Maria Cristina H. Francia

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Messaggio di Natale!

MESSAGGIO DELLA MADONNA MIRACOLOSA DELLE ROSE
FESTA DI NATALEIL 25 DICEMBRE 1969

Figliuoli miei
Vi siete riuniti ancora accanto a Me
Con la preghiera, con il sacrificio,
Per donarmi tutti i vostri cuori.
Io, i vostri cuori, li porto nella culla a Gesù, Che li stringe forte a Sé,
Perché non abbiate a separarvi mai più, Sempre uniti a Gesù nell’amore,
Con Gesù nel cuore.
Gesù vuol regnare in mezzo a voi.
Gesù vuole infiammare i vostri cuori D’amore per Lui.
Gesù soffre per voi,
Ma Egli vuole salvarvi e vuole amarvi tanto!

Io, che sono la vostra Mamma del Cielo,
Ho passeggiato tutta la notte
In vostra compagnia,
Unita a voi con il mio Patriarca San Giuseppe, Con mio Figlio Gesù,

Tutti uniti nell’amore, nella pace, con Gesù! Gesù vi ha donato tante grazie.
Gesù ha infiammato i vostri cuori.
Questa giornata sia solo per Gesù:
Offritela solo a Gesù, per voi, per i vostri cari, Per tutto il mondo, per la Chiesa, per le nazioni: Affinché tutti ritornino nella pace,

Quella pace d’ amore di Gesù,

Quella pace che deve regnare nei cuori; Solo la pace, l’amore, la fede!
Tutti uniti, uniti accanto a Me.
Voi con la vostra preghiera,

Io, con la mia potenza,
Con l’intercessione di San Michele, Riuniremo tutti all’Eterno Padre,
Per strappare grazie
Per i miei figli del mondo
Cosicché tutti si possano salvare,
Ché tutti devono amarsi e perdonarsi.

Figliuoli miei, oggi è un giorno grande! Oggi per voi deve essere
Un giorno d’amore, di pace, di perdono! Pregate, pregate per tutti,

Ché ritornino tutti pentiti ai miei piedi, Tutti pentiti alla culla di Gesù, Nell’umiltà, nella povertà, nella carità! Che tutti possano camminare con Gesù, Come quand’era su questa terra;

Amarsi l’un l’altro, perdonare tutti, Avere tutti la pace nel cuore,
Quella pace di Gesù,
Quell’amore di Gesù che deve regnare! Non la superbia, non l’orgoglio!

Solo l’amore deve regnare!

Dicembre 30th, 2020|Categories: messaggi, News|0 Comments

“SAMUELE”

“SAMUELE”

Mi chiamo Maria Rita e volevo rendervi partecipi della mia esperienza. Circa 14 anni fa dopo aver avuto notizia del Santuario della Madonna delle Rose mi recai lì per chiedere una grazia visti i miei problemi di salute.

Il mio desiderio più grande era, tuttavia, quello di diventare mamma. Mi recavo lì tutti i fine settimana per sentirmi vicino a lei ed immergermi nella preghiera che mi davaconforto e la forza per andare avanti. Fino a che un giorno immersa nella preghiera udii una voce dolcissima che mi sussurrava all orecchio : « Figlia cara prima ti dovrai rimettere e poi diverrai madre».

Io restai sbalordita e lo confidai alla persona che mi accompagnava nella preghiera. Passò un pò di tempo e intanto mi rimisi in salute, nel settembre del 2002 ebbi la notizia che aspettavo un bambino.
Ci tengo a precisare che mio figlio Samuele nacque il 24 maggio del 2003, il mese della madonna. Spero che questa esperienza e questa grazia ricevuta possano servire a dare speranza a chi ha bisogno perché ho sempre avuto quella fede che mi ha reso felice per la vita.

Per questo rendo grazie infinitamente alla Madonna delle rose attendendo il suo trionfo.

Maria Rita – Italia

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LA STORIA DEL POZZO

La storia del pozzo

Già nel 1965, nei messaggi del 6 e 13 agosto 1965, la Vergine Santissima promise che una sorgente sarebbe sgorgata in questo luogo e che avrebbe purificato l’anima e il corpo. Il 21 ottobre 1966, Mamma Rosa annunciò durante l’apparizione che il giorno precedente, l’Eterno Padre era sceso 7 volte, aveva fatto il giro del piccolo giardino e che la Santissima Vergine Maria chiedeva che fosse scavato un pozzo vicino al pero. La Madonna chiese ai pellegrini che si erano affollati intorno al pero di allontanarsi, in modo che l’Arcangelo San Michele potesse conficcare la sua spada in un cerchio che una pellegrina aveva disegnato con una pala. Mamma Rosa ripeté il messaggio dettato dalla Vergine Santissima: “Figlia mia, ti posso confermare che qui c’è l’acqua. Una fonte di acqua di salvezza per molte anime deve sorgere per purificare l’anima e il corpo”. Una pellegrina torinese, Lucia Cristino, sotto la direzione di Mamma Rosa, dopo aver baciato la terra dove sarebbe sgorgata l’acqua, diede qualche colpo con la pala in quel punto.

Allora Mamma Rosa le disse: “Ora San Michele conficca la sua spada. Mettiti in ginocchio perché il Padre Eterno, il Figlio e lo Spirito Santo sono tutti presenti. Sono qui con molti Angeli. San Michele sta conficcando la sua spada”.

La Madonna ha detto: “Pregate molto, figli miei! Pregate, consolate il mio Cuore che tanto soffre, così come quello di mio Figlio Gesù. Preparate questo pozzo al più presto, in modo che molte anime possano venire a questa fonte! Vi benedico, figli miei e vi stringo tra le mie braccia”.

La Beata Vergine invitò i presenti a portare una pietra per la costruzione del pozzo.

Il giorno dopo l’ingegnere Pellagatti portò un blocco di marmo bianco, e fu la prima pietra che Lei ricevette. Questo blocco di marmo insieme ad alcuni altri blocchi di pietra sono murati nella base del gradino di granito sul lato del pozzo. Il 28 ottobre, dopo le preghiere, prima gli uomini, e poi le donne, furono invitati a mettere mano alla pala per iniziare lo scavo. Dopo l’apparizione, Rosa annunciò che la Beata Vergine si era presentata accompagnata da San Michele, San Gabriele, San Raffaele. Che era molto bella e indossava un mantello tutto d’oro. Teneva in mano un rosario di rose bianche che terminava con una croce con due rose rosse. Con il rosario in mano, la Madonna fece un cerchio sopra il pozzo in costruzione, girando intorno ai pellegrini, poi scese all’interno.

Disse: “L’acqua sarà molto limpida, molto fresca e miracolosa”.

Il 4 novembre non fu possibile eseguire i lavori di scavo a causa del maltempo. I giorni seguenti, Giuseppe, il marito di Mamma Rosa, iniziò a scavare. Venerdì 11 novembre, don Mario Garbarino di Recco, quel giorno presente nel piccolo giardino, benedisse lo scavo per il futuro pozzo. Nel messaggio del 18 novembre, la Mamma Celeste annunciò che da questo pozzo sarebbe sgorgata un’acqua miracolosa. A fine giornata Mamma Rosa chiamò l’ingegnere Pellagatti per chiedergli di occuparsi dei lavori. Martedì 22 novembre l’ingegnere si recò a San Damiano e mamma Rosa gli disse che la Madonna voleva che andasse a trovare il colonnello responsabile della base militare per chiedergli aiuto per scavare il pozzo. Di fronte alla sua esitazione per questa strana richiesta, Mamma Rosa lo rassicurò dicendogli che avrebbe saputo cosa dire al momento giusto.
Dopo diversi tentativi in questa direzione, l’ingegnere si rese conto che non avrebbe potuto ottenere aiuto da lì. Si mise quindi alla ricerca di un’impresa che potesse costruire il pozzo, ma molti rifiutarono il lavoro per paura di essere derisi.

Durante l’apparizione di venerdì 25, la Madonna chiese ad un uomo di gettare nella fossa del futuro pozzo dell’acqua che una figlia spirituale di Padre Pio aveva prelevato dall’antico pozzo medievale del Convento dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo che non veniva utilizzato da anni.

Durante la stessa apparizione, la Madonna chiese di continuare la perforazione a mano (cosa che secondo l’ingegnere avrebbe rallentato i lavori) e che l’interno del pozzo fosse fatto in mattoni. Il marito di mamma Rosa, Pino, proseguì quindi lo scavo a mano. Il 2 dicembre l’ingegnere si accorse che in fondo al pozzo c’era dell’acqua, ne mise un po’ in una bottiglia, quell’acqua era torbida ma mamma Rosa assicurò che era l’acqua giusta e insistette perché si continuassero i lavori. Tramite la mediazione di un sacerdote, fu trovato un esperto di perforazione manuale dei pozzi, il Sig. Bertani. A causa del maltempo i lavori non si potevano iniziare subito. Fu il 10 dicembre che iniziarono i lavori di scavo manuale. Trovarono l’acqua velocemente, ma la Madonna desiderava che si continuasse a scavare perché secondo le Sue parole a 12m di profondità si sarebbe trovata la “giastra” (questo termine significa in dialetto piacentino una lastra di conglomerato stratificato) e al di sotto di quella c’era un acqua molto ricca. L’ingegnere dubitò dell’esistenza di questa “giastra” e, avendo sentito ciò, mamma Rosa lo rimproverò per la sua incredulità. I giorni successivi, l’ingegnere si recò sul posto dov’era il cantiere, ma purtroppo il signor Bertani non potè proseguire il lavoro a causa di uno strato di terreno troppo duro da scavare.

La Madonna volle che qualcuno portasse un campione d’acqua a Padre Pio e mamma Rosa designò l’ingegnere, che non ne era molto felice a causa della severità di Padre Pio. Quindi l’ingegnere partì con diverse bottigliette contenenti l’acqua del pozzo. Molti profumi di rose, violette, garofani, mughetto e tabacco accompagnarono il suo viaggio. Per incontrare Padre Pio, dovette registrarsi per la confessione. Quando arrivò il suo turno, dimenticò il discorso che aveva preparato. Balbettò qualcosa mostrando il campione d’acqua, Padre Pio gli sussurrò: “dille che va bene”, e poi aggiunse a gran voce, “e ora confessati!”
Il 18 novembre l’ingegnere tornò a San Damiano. Sia lui che la cerchia di mamma Rosa erano contenti della risposta di Padre Pio, ma mamma Rosa non era soddisfatta e insisteva che si proseguissero il lavori di scavo per trovare questa “giastra”. L’ingegnere era deluso, pronto a rinunciare a tutto a causa delle difficoltà di continuare i lavori, se ne andò scoraggiato perché non poteva fare di più e soprattutto, perché non poteva soddisfare i desideri della Madre Celeste. Ma, la notte, fece un sogno: una porta si apriva e nella penombra apparve la Madonna vestita di nero, e lo abbracciò così forte che si svegliò. Il giorno dopo andò a San Damiano e raccontò a mamma Rosa il suo sogno. Lei gli disse che la Madonna aveva nel cuore la costruzione di questo pozzo, che molti mettevano ostacoli e Lei doveva lottare contro chi non lo voleva, ma la preghiera avrebbe potuto eliminare questi ostacoli.
Nel frattempo, durante l’inverno del 1967, fu costruita la parte esterna del pozzo. La struttura metallica della cupola, del peso di 75 kg, fu realizzata da un fabbro di Rizzolo. Un pellegrino di Milano donò la statua in bronzo della Vergine Santissima, che sormonta la cupola e che rappresenta la Madonna di Lourdes. Fu posizionata con lo sguardo in direzione della chiesa. Alla fine di questi lavori furono stampate 26.000 cartoline a colori, che riproducevano una foto del pozzo scattata da un giovane ingegnere milanese.

Mamma Rosa chiese che dietro la foto vi fosse questa scritta: “Questo è il pozzo dove Io mi presento per dare luce al mondo e per guarire l’anima e il corpo di tante persone”.

Il 3 marzo 1967, il vescovo Filippo Rauco benedisse il pozzo alla presenza di molti pellegrini.
Venerdì 11 agosto 1967, come previsto, il pozzo si prosciugò. Mamma Rosa era delusa perché non c’era più acqua per i pellegrini. Mi disse di tornare da Padre Pio per chiedergli cosa dovessimo fare. L’ingegnere Pellagatti non era molto convinto dell’utilità di questo viaggio, pensando che avesse più senso richiamare gli operai per scavare ulteriormente. Mamma Rosa fu irremovibile nella sua decisione e affermò: “La Madonna così vuole!”. Mamma Rosa era veramente uno strumento della Madonna, perché tutte queste intuizioni non potevano venire da lei, umile contadina, e l’ingegnere si rese ben conto che ogni volta che lo contraddiceva nelle sue decisioni aveva ragione, perché i suoi pensieri provenivano dall’alto.

L’ingegnere partì subito per San Giovanni Rotondo, e gli venne detto che doveva aspettare una settimana per incontrare Padre Pio. Siccome gli era stato detto che, in caso di necessità, si sarebbe potuto rivolgere ad un certo Sandro Erario che solitamente si trovava in un bar vicino al convento, si recò lì a cercarlo; gli dissero che non era ancora stato visto in quel giorno, proprio in quel momento il signor Sandro arrivò dicendo che stava pregando in chiesa e che aveva sentito la sensazione che qualcuno fuori lo stesse cercando.

Gli diede un biglietto per confessarsi da Padre Pio, che gli permise di non aspettare. Arrivato il suo turno, alla fine della confessione, l’ingegnere gli mostrò la bottiglia contenente l’acqua del pozzo, Padre Pio la riconobbe e la benedisse. Gli raccontò del problema del prosciugamento del pozzo e a nome di mamma Rosa, gli chiede cosa fare. Padre Pio lo guardò dritto negli occhi e disse: “A puzza!”. L’ingegnere gli disse che non capiva, Padre Pio ripetè con fermezza: “A puzza!” E di nuovo l’ingegnere gli chiese spiegazione. “A puzza!” E facendogli segno di andarsene, aggiunse improvvisamente: “Cappa! Cappa! Cappa!” (Vai!Vai! Vai!).

L’ingegnere partì a mani vuote, deluso per non aver capito il messaggio di Padre Pio. Sulla via del ritorno, in macchina, dei misteriosi profumi alternati a odori di tabacco gli portarono serenità nel cuore e gli fecero capire che il suo dovere era solamente obbedire. Si rese conto che solo mamma Rosa era il vero “strumento” e lui era solo un “mezzo”!

Tornato a San Damiano, disse che non aveva concluso nulla dal suo incontro con Padre Pio. Mamma Rosa decise di iniziare subito i lavori e di fare contemporaneamente allo scavo una guaina in mattoni. La notte successiva, l’ingegnere si svegliò nel cuore della notte come se qualcuno lo avesse scosso. Un dubbio lo invase: e se nel fondo del pozzo ci fossero emanazioni di gas metano e durante i lavori queste emanazioni fossero peggiorate? All’alba chiamò a San Damiano per dire che prima di iniziare i lavori bisognava controllare che non ci fossero emissioni di gas. Pino calò una candela accesa, e questa bruciò in un istante.

Dunque, in fondo al pozzo, c’era veramente un cattivo odore come gli aveva detto Padre Pio. Tutto ciò aveva evitato, per un pelo, una catastrofe.

Venne installato un sistema di aerazione. I lavori poterono cominciare e contemporaneamente allo scavo venne realizzata una guaina in mattoni. Il 14 settembre l’operaio che scavava in fondo al pozzo segnalò un “muro”, a 12 metri di profondità: la “giastra”, come da diversi mesi era stata annunciata a mamma Rosa. L’affermazione categorica dell’esistenza di questo strato di sedimenti e la certezza che si trovasse a 12 metri di profondità, dimostrano lo straordinario carisma dell’umile contadina. È inconcepibile che in quel luogo si trovasse uno strato di roccia così sottile a livello così poco profondo, soprattutto perché non era stata trovata negli altri pozzi scavati nelle immediate vicinanze.

Il 22 settembre, mamma Rosa riferì all’ingegnere che la Vergine Santissima, voleva che scendesse nel pozzo e recitasse un pater, ave e gloria, voltandosi verso i quattro punti cardinali, cosa che lui subito eseguì con gioia. L’ingegnere allora pensò che non servisse più continuare i lavori di scavo, ma mamma Rosa insistette che si continuasse a scavare e velocemente. I lavori non potevano essere svolti manualmente, si doveva procedere con le macchine, mamma Rosa accettò a una condizione: che non fosse strappata dal pero nemmeno una foglia.

A partire dal 25 ottobre 1967 i lavori proseguirono. Per i restanti 5 metri venne installato un tubo di ferro di 50 cm di diametro, catramato e su cui erano stati praticati dei fori. Il 27 ottobre, finiti i lavori, mamma Rosa si rivolse all’ingegnere e gli disse che la Madonna era contenta del risultato.

Che sollievo! La costruzione di questo pozzo ha incontrato difficoltà a causa di problemi materiali, ma anche a causa delle forze avverse che si stavano scatenando. Grazie alla perseveranza di mamma Rosa, il pozzo è stato realizzato. In un primo momento Pino, il marito di mamma Rosa, fu incaricato di estrarre l’acqua dal pozzo con un secchio per darla ai pellegrini che accorrevano sempre più numerosi, con recipienti di ogni tipo, e lo doveva fare per molte volte al giorno, tanto che, nel 1968, si rese necessario installare una pompa elettrica.
Dopo dodici anni di uso continuo del pozzo, ci si accorse che l’acqua aveva tracce molto piccole di impurità dovute al fatto che la cupola non era ermetica. Mamma Rosa allora incaricò l’ingegnere di mettersi in contatto con un’impresa locale per risolvere questo problema.

Una volta completato il lavoro, mamma Rosa chiese all’ingegnere di prelevare due bottiglie di acqua miracolosa e portarla ad analizzare in un laboratorio per verificare che fosse sicura da bere. Le analisi effettuate il 16 dicembre dello stesso anno sono state positive.

 

Novembre 4th, 2020|Categories: News, San Damiano, Storia|0 Comments
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