News2019-07-13T15:22:36+00:00

La Signora vestita di azzurro mi ha dato la risposta che attendevo

È stato nel 1973 che ho sentito parlare per la prima volta di San Damiano. E accaduto mentre ero in cura alla Bourboule. La signora che me ne parlò mi parve molto entusiasta ed alla fine mi
disse: «Ci vada.»
Per me c’era solo Lourdes che contava. Ma la signora insistette dicendomi ancora: «Ci vada e vedrà…»

Personalmente pensavo che non ci fossero altre apparizioni della Santa Vergine. Tuttavia nei due anni che seguirono questo colloquio mi ritrovai in certi momenti interiormente spinta ad
andarci ed in altri trattenuta.

E stato allora che, ricordandomi di aver visto un disegno pubblicato su un bollettino dell’ «Azione Cattolica Femminile», mi ricordai del disegno di una signora che scavava ai piedi di un albero allo scopo di metterne le radici a nudo.
Allora mi sono detta che il modo migliore per approfondire i fatti di San Damiano fosse quello di andarci di persona per rendermene conto. Poi avrei potuto parlarne con cognizione di causa.

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La Signora vestita di azzurro mi ha dato la risposta che attendevo parte2

Terminate le preghiere, mi sono quindi diretta verso la croce in legno del Piccolo Giardino ma non ho più ritrovato la signora in blu…
Siamo poi rientrati a casa. Ho messo al corrente mio marito su quello che avevo vissuto, ma 10 o 15 giorni dopo il mio ritorno, fu più forte di me: ho raccontato la mia esperienza ad altre persone.
Solo qualche mese più tardi ho capito chi fosse quella bella signora. Ed ecco in che modo: desideravo mettere una bella immagine della Madonna delle Rose sul parabrezza del nostro primo bus il 6 giugno 1981. Non avendola e sapendo che l’aveva un’amica, le chiesi di darmela in prestito, poi volli riportargliela, in compagnia di un’amica. Siamo quindi andate a trovare la signora in questione e nella stanza in cui ci trovavamo c’era un tavolino messo contro il muro sul quale posa tavolino messo contro il muro sul quale posai la Madonna che avevo riportato.
Abbiamo chiacchierato e poi abbiamo pregato insieme. Quando abbiamo cominciato a recitare il rosario, inspiegabilmente, sono caduta in ginocchio, in lacrime… e ho detto: «Ecco… la signora in blu. Infatti sul ritratto che avevo riportato, riconobbi il suo viso oltre che il suo sorriso, esattamente identici a quelli che avevo visto dal vero nel Piccolo Giardino di San Damiano. Prima non avevo identificato quel viso.
Dopo questa conferma, decidemmo di formare un’associazione che fu poi fondata il 21.12.81 con le responsabili degli A., il signor e la signora S., che avevano organizzato due bus all’anno dal 1971, e cominciammo la prima novena dal 3 al 7 febbraio 1982. Da quel momento in poi, organizziamo ogni mese un bus per recarci ai piedi della nostra Mamma del Cielo, rispondendo alla sua richiesta di fare una novena. Siamo testimoni di tanti frutti che testimoniano questi pellegrinaggi, in particolare conversioni, guarigioni, vocazioni…
Dopo aver vissuto quello che ho visto al Giardino di Paradiso, mi dico: «Quando lascerò la terra, se il Signore mi farà la grazia, ebbene, andrò a vedere la Signora in blu».

È quello che auguro a tutti i pellegrini: di poter beneficiare di questa grazia. La Divina Provvidenza provvede a tutti i livelli ed ha voluto che noi cominciassimo la 26a novena. Con l’Amore che mi è stato donato, ho l’impressione di fare soltanto il mio dovere per quanto minimo, perché ho ricevuto talmente tante grazie che non mi sarebbe bastata una vita intera per ringraziare la Santa Vergine. In effetti, io non sono nulla, se non un piccolo strumento di Maria. Considero i nostri pellegrini come dei figli e prego sempre per loro. Prego per quelli vecchi, ma anche per quelli nuovi, per la gioia che ho avuto… che ho…. affinchè possa condividerla al massimo.
Questa felicità io la chiamo Felicità, con la F maiuscola. Madonna Miracolosa delle Rose, desideriamo il tuo trionfo.
Tutto per la gloria del Padre e per la salvezza dei miei fratelli e delle mie sorelle nell’ Amore di Gesù e di Maria.

Febbraio 2008
B. K. (Francia)

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29 settembre 1961

Il 29 settembre 1961, durante la festa di San Michele Arcangelo, in un piccolo villaggio del Nord Italia, San

Casa dove ha vissuto ed è stata guarita Mamma Rosa

Damiano, in provincia di Piacenza, una giovane straniera dal foulard blu-cielo viene a domandare 500 Lire ad una famiglia. Questo denaro deve servire all’ acquisto di tre candele per la chiesa di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, dove si trova Padre Pio.
Zia Adele le risponde che sono poverissimi, che dispongono solamente di mille lire avute in prestito.
La visitatrice le risponde:
-L’offerta, dovete farla ugualmente.
Zia Adele, imbarazzata, le parla di sua nipote Rosa che è costretta a letto. Infatti, Rosa è appena tornata dall’ ospedale per morire a casa. Dopo molti interventi chirurgici non c’ è più speranza: è affetta da una peritonite perforante.
La giovane signora domanda di vedere Rosa ed entra.
– Sù, coraggio! Che cosa hai?
Rosa le spiega.
– Hai fiducia in Padre Pio?
– Sì, ho grande fiducia in lui. Lo prego già da un po’ di tempo ma non sono ancora guarita.
– Se tu avrai fiducia in Padre Pio, egli ti farà guarire.

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Abbiamo giocato con la Santa Vergine

Vi racconto quello che ho vissuto a San Damiano con mio fratello B. durante un pellegrinaggio in famiglia fatto il 15 agosto 1982.

Allora avevo 10 annie B. ne aveva 9. Mia mamma e mia nonna ci accompagnavano.
Quel giorno, verso le 13.00 i pellegrini pregavano attorno al Piccolo Giardino. Nostra mamma era seduta su un banco e pregava con gli altri  pellegrini mentre mio fratello B. ed io giocavamo a nascondino con una signora vestita di bianco che vedevamo sul pero. Ci nascondevamo dietro la schiena di nostra madre, poi sbirciavamo di qua e di là, ma la signora bianca ci trovava sempre. Ella ci sorrideva.
Io e mio fratello ci divertivamo molto e ci veniva da ridere.

Tutto questo rumore disturbava mia madre ed i pellegrini. Per punirmi mia madre si girò e mi diede una leggera sberla. Mi sanguinò il naso. Al vedere questo la Signora bianca si era ritirata pian pian0, mentre mio fratello si era nascosto sotto un banco per non essere sgridato.

Alla fine delle preghiere abbiamo raggiunto il bus. È stato in quel momento che mia madre, innervosita ci ha domandato perché avessimo disturbato le preghiere del rosario, dicendoci che non ci avrebbe più portato a San Damiano se io e mio fratello non le avessimo detto la verità. In quel momento anche mia nonna ci ha chiesto perché ci fossimo comportati così. Io e mio fratello B. allora abbiamo detto loro che avevamo visto una signora bianca sul pero con le mani gunte davanti al mento.
Si sporgeva a destra ed a sinistra per guardarci a seconda del lato dal quale sbucavamo da dietro nostra mamma.
Noi, giocavamo con lei e la bella signora ci sorrideva.

Sentendo questo, mia nonna, emozionata, si è messa a piangere… Ci ha domandato perché non lo avessimo detto subito. Ci disse che quella bella signora bianca era la Santa Vergine.

Per anni non abbiamo più parlato di questo, fino al maggio 2008 quando abbiamo incontrato l’autore del libro delle testimonianze delle grazie avvenute a San Damiano, al quale ho trasmesso questa nostra testimonianza.

«Grazie molte Madonna delle Rose, per la grazia che ci hai fatto di giocare con noi. Ti voglio bene»

Manuela e Bruno, Alsazia (Francia)

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La mia conversione a San Damiano.

L'annunciazione dell'arcangelo a Maria

L’annunciazione a Maria Santissima dell’arcangelo Gabriele

Maria Cristina ci racconta della sua conversione avvenuta a San Damiano dopo un pellegrinaggio e l’incontro con Mamma Rosa

Mi sono convertita nel 1975, Anno Santo, du­rante la festa dell’Annunciazione.
Vi riassumo il mio cammino. Sono cresciuta in una famiglia cristiana. Durante gli studi, ho conosciuto autori come Voltaire, Rousseau, Descartes e Nietzsche. Tutti questi autori fe­cero il vuoto spirituale dentro di me, trascinan­domi in una spirale intellettuale negativa. Era la legge del “No”. il rifiuto sistematico e l’odio verso l’ordine naturale e divino. Ero tesa, an­gosciata, alla costante ricerca; nel negativismo, rimettevo tutto in causa ed in discussione.
Con questo spirito, nel 1974, iniziai a lavorare come assistente sociale a Lille; la mia colle­ga M. mi parlava spesso di San Damiano e mi incitava ad andarvi. Ovviamente, mi rifiutavo categoricamente di farlo.
Un giorno la mia amica mi invitò a cena da lei, rifiutai, sapendo bene che tipo di ami­ci sarebbero stati presenti. Tuttavia, avendo saputo che M. avrebbe preparato un tortino di patate, mi lasciai convincere e ci andai. A quell’epoca non avevo mai il tempo di prepa­rarmi dei buoni piattini e, lo ammetto, accet­tai l’invito solo per fare una buona cena.
Quella sera era presente una giovane donna A., una professoressa. Anche lei si era conver­tita a San Damiano, dopo aver condotto una vita del tutto dissoluta. Mi raccontò la sua te­stimonianza e rimasi molto colpita della sua pace interiore e dal suo equilibrio. Quell’in­contro mi lasciò perplessa.

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La Piccola Miracolata

DOMENICA, 2 AGOSTO 2009:
Mio fratello e i miei genitori, tornati dalle va­canze qualche giorno prima, erano venuti a pran­zo da noi, nel nostro appartamento, situato al 1° piano, al quale si accede per mezzo di una scala esterna. Nel pomeriggio, mio marito, mio fratel­lo e mio padre erano usciti per andare a vedere la nostra casa in costruzione. Mia madre ed io eravamo rimaste a casa con i bambini: Faustine, di cinque anni, Marie, di quattro anni e Louis-Ma­rie, di due anni. Faustine giocava fuori, Marie e Louis-Marie guardavano un cartone animato, mentre io stavo terminando di lavare i piatti.
Ad un tratto mia madre decide di uscire, per sorvegliare Faustine: non appena apre la porta, vede improvvisamente la piccola, che si trovava sul pianerottolo, precipitare nel vuoto. Spaven­tata, mia madre mi chiama “Delphine! Fa’ presto! Faustine è caduta! “.

Pensando che si trattasse di un piccolo capitombolo – niente di grave, dun­que – , mi dirigo in fretta verso l’uscita e vedo con orrore la mia bambina che giace a terra, inerte. Mentre dico a me stessa che non è possibile che tutto questo stia accadendo e che ora Faustine si alzerà, esclamo: “Su, andiamo, Faustine, alzati! Non è nulla! ” Niente, nessuna reazione … Mi pre­cipito a chiamare aiuto e ad avvertire mio marito – sono le h.18.00 – e ritorno da Faustine.
Pochi minuti dopo, la piccola apre gli occhi, comincia a lamentarsi ed a piangere. Cercando di mantene­re la calma, le chiedo di non muoversi. Ma lei si tira un pò su per rannicchiarsi tra le mie braccia e per farsi coccolare. Controllo rapidamente per vedere se la piccola sia ferita o meno … : vedo più edemi sulla testa.

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